FRANCESCO FABBRI
  • Cosa scrivo
  • Chi sono
  • Contatti

Auto storiche, 'scontro' tra Aci e Asi

30/11/2019

 
Aci: Sticchi Damiani, distinguere auto storiche da vecchie
​

Istituire un nuovo Certificato di Rilevanza storica che permetta di distinguere le 'vere' auto d'epoca da quelle soltanto vecchie, da rottamare, che rappresentano un pericolo per la comunità, per la salute e per l'ambiente. E' netta la posizione del presidente dell'ACI, Angelo Sticchi Damiani: già espressa nel corso della 4/a Conferenza del Traffico e della Circolazione, alla presenza del premier Giuseppe Conte e della Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli, è stata ulteriormente rafforzata dopo le critiche ricevute dall'ASI che mette in dubbio cifre, numeri e modalità di validazione. La proposta di Sticchi Damiani è che che la Motorizzazione monitori la reale condizione delle vetture, e che l'ACI lo controlli. "Serve una presa di coscienza da parte di tutti".
​"Sono socio dell'ASI dal 1978 - spiega il presidente dell'ACI in una conversazione con l'ANSA - ma quanto da loro riportato non risponde al vero". La querelle si concentra sui 4,6 milioni di auto tra i 20 e i 29 anni che, sostiene Sticchi Damiani "una volta certificate rappresentano per l'Associazione una indubbia entrata". 

Asi: Scuro, auto storiche sono passione, sì a rottamazione
​

Mondo della auto d'epoca in subbuglio per la querelle a distanza fra Automotoclub Storico Italiano e Automobile Club d'Italia. Il presidente dell'ASI, Alberto Scuro, in un colloquio con l'ANSA stigmatizza quanto dichiarato ieri dal presidente dell'ACI Angelo Sticchi Damiani, ma apre anche a un confronto per arrivare a una soluzione condivisa per una rinnovata regolamentazione del motorismo storico, dicendo sì alla promozione della rottamazione delle auto soltanto vecchie.

"Insieme agli altri enti Certificatori - sostiene Scuro - produciamo molto ma allo Stato non costiamo nulla. Ribadiamo il nostro no alla lista proposta da ACI per individuare i veicoli potenzialmente storici. Parlando solo di autoveicoli e non di veicoli in generale - prosegue il presidente dell'ASI - con le attuali normative, sui 4.6 milioni circa di veicoli con anzianità compresa tra i 20 e i 29 anni soltanto 45.000 scarsi (dati Motorizzazione) sono quelli certificati e registrati come storici e che possono usufruire delle tutele previste. Meno dell'1%. Questo vuol dire che il filtro previsto dalle attuali norme funziona".
E' sulle cifre dell'intero parco auto nazionale che c'è discordanza. "Il Certificato di Rilevanza Storica - per Sticchi Damiani - viene rilasciato da un'associazione privata di cui non sappiamo nulla". In Italia, per ACI, circolano 39 milioni di vetture, e non 56 come sostenuto da ASI; le ultraventennali non sono 12 milioni ma 7,5 milioni. Di queste, 4,6 milioni hanno tra i 20 e i 29 anni. "Auto vecchie, ma certo non tutte storiche. Basti pensare - riflette Sticchi - alle 700mila Fiat Punto prima serie ancora circolanti: cos'hanno di storico? Al momento sono soltanto 380mila le autovetture meritevoli di essere riconosciute di interesse storico collezionistico. Concedere la 'patente' di auto storica a tutte le over-20 è un errore".

La proposta di Sticchi Damiani è che si applichino i restrittivi criteri della lista di salvaguardia, già prevista nella Finanziaria del 2000 ma mai totalmente applicata, e che prevede criteri precisi. Magari aggiornandoli alle attuali necessità. Che la Motorizzazione monitori e che ACI controlli.

Differenza di vedute anche sulla tutela nel tempo dei modelli di auto più diffusi, quelle meno costose. "Quattro dei cinque enti certificatori nazionali sono contrari a stilare la lista proposta da ACI - sostiene l'ASI in una nota - che non trova riscontro né nelle direttive europee né nelle indicazioni della Federazione internazionale dei veicoli storici, né nelle normative di altri paesi europei". Ma l'ACI ribatte che l'ASI è l'unica ad opporsi e che sarebbero incluse vetture come la Y10 turbo: un'utilitaria, certo, ma di cui rimangono pochi esemplari.

Salute, ambiente e sicurezza sono temi citati più volte durante la conversazione con Sticchi Damiani. "Si sta creando un mercato di auto vecchie, poco sicure, inquinanti, che sono a basso costo e che giovano del risparmio sul bollo pur essendo inquinanti e poco sicure. Questo - continua il presidente dell'ACI - fa male al mondo dell'auto e al collezionismo. Il parco veicoli del Paese - continua - deve essere ringiovanito, quello delle vetture di rilevanza storica tutelato. Per fare la nostra parte nella tutela dell'aria e dell'ambiente, abbiamo proposto a premier e ministri sconti del 50% sulla tassazione a chi rottama auto euro 1-2-3 e acquista un usato più recente, anche euro 4 e 5 oltre che 6: per combattere l'inquinamento, è sicuramente meglio un usato più recente di uno eccessivamente datato". Infine una proposta dell'ACI: ristampare le targhe originali delle auto storiche. "Abbiamo tutti i dati dal 1927 in poi, e il Poligrafico dello Stato ha i mezzi per ristampare targhe identiche alle originali". Sarebbe un piccolo lusso, conclude Sticchi Damiani, che costerebbe mille euro. E con quei soldi potremmo abolire totalmente il bollo alla auto storiche comprese nella lista di salvaguardia". ​

su ANSAmotori
Scuro, in un'ottica conciliante e di trasparenza, annuncia anche un tavolo in programma per il prossimo gennaio tra Motorizzazione ed Enti certificatori per affrontare la questione e sottolinea anche che dal 1 gennaio 2020 i Certificati di Rilevanza Storica permetteranno controlli non cadenzati sulle auto riconosciute come storiche. "L'obiettivo è arrivare a un controllo in concomitanza della revisione periodica. Nel frattempo, le vetture testate a campione e che non risponderanno più ai requisiti dovranno essere rottamate: anche questo significa far la lotta ai pochi 'furbetti' delle auto fintamente d'epoca utilizzate nella vita di ogni giorno. Le nuove foto ASI - dice ancora Scuro - saranno certificate, pubbliche, geocodificate e rese disponibili on line - in pieno accordo con la Motorizzazione - così da essere sempre disponibili per qualsiasi controllo".
Scuro, infine, sottolinea che "ASI è un Ente morale riconosciuto dal Presidente della Repubblica nato nel 1966 che lavora in stretta sinergia con la Motorizzazione. Il nostro - conclude - è un mondo di associazionismo basato su passione e volontariato".

su ANSAmotori
www.francescofabbri.it

    Archivi

    September 2020
    August 2020
    July 2020
    June 2020
    April 2020
    March 2020
    December 2019
    November 2019
    October 2019
    September 2019
    August 2019
    July 2019
    June 2019
    May 2019
    April 2019
    March 2019
    February 2019
    January 2019
    December 2018
    October 2018
    September 2018
    July 2018
    June 2018
    May 2018
    April 2018
    March 2018
    November 2017
    October 2017
    August 2017
    June 2017
    June 2016
    November 2015
    December 2014
    June 2014
    April 2014
    December 2012
    January 2012
    April 2011
    March 2007
    March 2001

    Categorie

    All
    Aci
    Ambiente
    Ansa
    Asi
    Audi
    Auto Elettrica
    Auto Storiche
    Beatles
    Bmw
    Car Sharing
    Citycar
    Coronavirus
    Diesel
    Fake News
    Ferrari
    Gpl
    Guida Autonoma
    Guida Sicura
    Housing Sociale
    Hyundai
    Ibrido
    Innovazione
    Intervista
    Lamborghini
    Land Rover
    Lasbrigamer
    Lexus
    Mazda
    Mercedes
    Mobilità
    Mobilità
    Montagna
    Motori
    Musica
    Natale
    Nissan
    Nokian
    Pejo
    Pick Up
    Pneumatici
    Porsche
    Prove
    Ricerca
    Saloni
    Scuola
    Seat
    Sicurezza
    #smmdayit
    Social Network
    Solidarietà
    Spider
    Suv
    Tecnologia
    Test Drive
    Traffico
    Viaggi
    Volkswagen
    Youtuber

    RSS Feed

Powered by Create your own unique website with customizable templates.
  • Cosa scrivo
  • Chi sono
  • Contatti